Archive for the ‘FESTIVITA’’ Category

LA NOTTE BIANCA – E… L’EPIFANIA CHE TUTTE LE FESTE SI PORTA VIA

Thursday, January 5th, 2012

LA BEFANA BUONA E SAGGIA

NELLA NOTTE VA A PASSEGGIO

PORTA DONI A QUELLI BUONI

AI CATTIVI PUNGIGLIONI

MA STUPISCE TUTTI QUANTI PERCHE’ E’ SEMPRE SORPRENDENTE

ACCOGLIAMOLA FESTOSI

E…

REGALIAMOCI QUALCOSA!

In molti luoghi d’italia la notte del 5 gennaio è dedicata a manifestazioni e concerti nelle piazze e nelle strade che saranno illuminate anche dalle vetrine dei negozi che si preparano a ricevere clienti fino a tarda ora. E’ la NOTTE BIANCA, la kermesse nata da un’idea di intrattenere il pubblico per tutta la notte con iniziative varie. La prima si ebbe a Berlino nel 1997 ma la più famosa è quella di Parigi del 2002 tutta dedicata all’arte e replicata da allora ogni anno con allestimenti di mostre in vari punti della città. Nel 2003 anche Roma organizza la “notte bianca” dando risalto alla musica con concerti in varie piazze della capitale. Man mano tutti gli amministratori dediti a iniziative culturali e turistiche si sono impegnati a organizzare la “notte bianca” che è diventato un appuntamento fisso in date diverse e si identifica con iniziative commerciali culturali musicali e di svago in genere che si svolgono per tutta la notte tra le luci scintillanti di vetrine ricche di addobbi.

A CAVA DE’ TIRRENI IL 05 GENNAIO E’ LA NOTTE BIANCA

Una notte intera per acquistare passeggiare ammirare applaudire vivere per strada come in un grande luna park tra le case e le strade, come in un paese dei balocchi dove ci si diverte solo per esserci stati. E per seguire le esibizioni degli artisti preferiti e acquistare gli ultimi regali che alla Befana abbiamo suggerito.

Buon divertimento!

E che la “notte bianca” non sia “notte brava”.

Teresa d.

( ci vediamo dopo il 15 di gennaio )

 

CIN CIN…

Monday, January 2nd, 2012

Brindiamo al futuro di moda

 

IL NUOVO ANNO E’ SERVITO

Stappa il tappo

Do uno strappo al tappo, lo stappo e poi scappo.

( Vorreste )?

Il nuovo anno è servito, brindato, esaltato, augurato.

Ma si annuncia con la solita crisi + spese e meno sorrisi

Meno benestanti neanche in banca troviamo contanti.

Ma esitanti irritanti avviliti

siamo stati esultanti nella notte dell’ anno nascente

Il 2012 ha frizzato bollicine perlate e spumeggianti dove abbiamo riposto i nostri desideri crescenti.

Alle pagine bianche dei giorni a venire affidiamo la speranza e i bisogni da esaudire.

A U G U R I

Teresa d.

( per voi e i vostri desideri di moda )

SCATTI DI NATALE IN ATTESA DI BRINDARE…

Thursday, December 29th, 2011

ADDOBBI A CASA

TRA QUALCHE GIORNO BRINDIAMO INSIEME A UN FUTURO DI MODA

VETRINA ANTER – NATALE 2011

ANTER A CAVA DE’ TIRRENI

ANTER – VETRINA NATALE 2011

NATALE A TAVOLA

NATALE A TAVOLA

NATALE NEI DONI

NATALE NEI CIBI – TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

LA CICORIA

GLI GNOCCHI DI ZIA ROSANNA

SEPPIE E GAMBERETTI SU CREMA DI PISELLI

CALAMARATA

CALAMARO RIPIENO

TORTA AL CIOCCOLATO DI BB – DA “INSIEMECONGUSTO”

ZEPPOLE AL MIELE DI ZIA ROSANNA

ZEPPOLE “COTTE” – GRAZIE MARIA

CAPRESE DI TERESA

ZEPPOLE “COTTE” – GRAZIE TITINA

DOLCI DI OGNI TIPO A FINE PASTO

NATALE DA MAMMA

S. STEFANO – ANCORA TUTTI INSIEME E SEMPRE TANTI DOLCI

NATALE IN MUSICA IN COMPAGNIA E NEL CUORE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NATALE NEI GIOCHI

LA TOMBOLA

TOMBOLA!

E POI…”LAS VEGAS”

FINO A TARDI O FINO A PERDERE…

Aspettando bollicine spumeggianti dove frizzare desideri crescenti.

Avete pensato a cosa mettere per brindare ai nuovi desideri e sperare?

Vi aspetto per parlare insieme di moda e di come vi sta.

Teresa d.

BUON NATALE!

Sunday, December 25th, 2011

Natale di luci, di canti, di addobbi, ghirlande, di cibo, di cene, di amici, di pace, di pensieri, di storie, di famiglie, di doni, di annunci, rinunce, di gioia, di umore…

Natale è amore, ma devi averlo nel cuore.

B U O N   N A T A L E

Teresa d.

 

 

MANCANO SEI GIORNI AL NATALE… AUGURI!

Sunday, December 18th, 2011

Vetrina Anter  a Cava dè Tirreni

Vetrina ANTER 18 dicembre 2011

E SARANNO GIORNI FRENETICI!

C’è chi ancora non ha finito gli addobbi, chi decide che sì, è bello fare i regali, chi pensa al menù per i giorni di festa, chi parla di inviti e se a casa da me o tutti da te, chi ha ancora una cena con amici e conoscenti prima di partire per raggiungere i parenti, chi passeggia da solo per i viali addobbati e non si lascia tentare da vetrine illuminate, chi prova i canti per la notte di Natale e chi si crogiola nello sconforto totale. Angosciante seguire i notiziari e i calcoli sui gravi problemi finanziari, l’immigrazione, la recessione, l’elezione, e tutti a cercare la soluzione…

Meno male che c’è il Natale! A Natale tutti si diventa ospitale e il momento conviviale risulta vitale. Anche se…

…a tavola lo zio non frena il ronzio di aggeggi elettronici dei tempi napoleonici, la nonna non mangia i piatti della tradizione perchè di salute non è in condizione, il cugino urla e piagnucola spesso e al suo videogioco sta sempre connesso, la mamma ci prova a tenere tutti a posto ma alla fine è solo un grande trambusto…

Ma a Natale tutto parla di famiglia e tutte le strade portano a casa. Siamo tutti come i protagonisti dei film dedicati alla famigia, si va tutti in scena e tutti insieme tra vizi e virtù, a volte in un’atmosfera poetica e idilliaca e a volte tra litigi e imbronci.

Ancora qualche giorno di corsa e di stress, poi spero che il significato cristiano prenda il sopravvento rendendo la festa tutta dedita all’evento annunciato dai giorni di Avvento: la nascita di Cristo Salvatore del mondo. Colui che attraverso un amore infinito per tutta l’umanità parla di valori incomprensibili per l’uomo moderno, così intriso di volgarità.

BUON NATALE DI RIFLESSIONE A VOI TUTTI!

Teresa d.

TOMBOLA! ANCHE DA ME UN PO’ SOPRAVVIVE…

Friday, December 16th, 2011

E SOPRAVVIVE ALL’EPOCA DEI VIDEOGIOCHI

Il gioco della tombola

Il gioco della tombola è nato a Napoli nel 1734 quando l’allora re Carlo III di Borbone decise di rendere ufficiale il gioco del lotto, allora clandestino. Per raggiungere lo scopo il re dovette promettere ai religiosi del regno che ritenevano immorale tale gioco, di sospendere le estrazioni in prossimità delle feste religiose e così il popolo che non sapeva rinunciare al gioco pensò di trasferire i 90 numeri in un “panariello” e si inventò le cartelle con i numeri segnati e disposti in fila. Ecco come la fantasia trasformò un gioco pubblico in gioco familiare, e naque la tombola, dal nome dei pezzi di legno tondi (tommoli) su cui venivano impressi i numeri e dal contenitore piramidale (come un tommolo) che li conteneva per poterli estrarre uno per volta e che ora si chiama “panariello”.

Il panariello

Questo tradizionale gioco da tavolo conosciuto nel mondo con il nome di “Bingo”, al sud  è il gioco simbolo del Natale che sa mettere insieme grandi e piccoli, giovani e meno giovani. Cara vecchia tombola napoletana dal sapore antico, con il tabellone di 90 numeri e il loro significato, perchè a Napoli i numeri non sono solo numeri, sono tanto altro, sono tutto, significano sogni e premonizioni, realtà e fantasia, destino e casualità. A ogni fatto si attribuisce un numero a volte con significati allusivi e a volte anche scurrili. E’ la “smorfia”, caratteristico rapporto dei napoletani con i numeri.

Il cartellone con i numeri e il loro significato

L’invito per giocare a tombola nei giorni di festa di fine anno è un rituale che ancora un poco sopravvive in Campania. E’ un momento di piacevole aggregazione familiare dove i nonni e i bambini sono i principali protagonisti. Io che non sempre da sola sto in buona compagnia, amo dedicare un pomeriggio alla tombolata con le zie e le nonne. E metto insieme persone che escono poco e che non si incontrano e non si vedono da tempo.

Scrivo l’invito che verrà consegnato a mano da un messaggero

Parte l’invito valido per due persone, la signora e l’accompagnatore, e li accolgo con un tè o una cioccolata calda e dei biscotti.

Beviamo la cioccolata

E poi il gioco della tombola ci prende tutte, sono quasi tutte donne che la vedovanza rende sole, pochi gli uomini che resistono, quest’anno solo il buon Giovanni che non appena si rende conto di essere l’unico un poco si dispiace e un poco fa scongiuri.

Meglio controllare la vincita

I premi per l’ultimo giro

Ambo-Terno-Quaterna-Quintina-Tombola

Certo le conversazioni non sono brillanti e salottiere come tra Oscar Wilde e i suoi interlocutori, ma la compostezza delle mie signore e i loro argomenti teneri e nostalgici, i loro racconti di figli e di famiglie, di dolori e di rinascita, di mali di stagione e di guarigione, di quelli che sono stati e ora non sono più, sono momenti di vita vera e di serenità cercata e ritrovata.

Racconti e immagini di vita vissuta

Ci si prepara al gioco

Se la bellezza è quella percezione di cosa gradevole, di cosa che suscita emozione positiva, allora la serata di ieri a casa mia è stata proprio una “bellezza”.

Dopo il gioco… il mio pasticcio di pasta

Squisiti e fatti in casa da Gemma

Dolci al cocco fatti in casa da Mina

Bocconcini di cioccolata e cocco, fatti in casa da Rosanna

Un tripudio di dolci e poi il caffè tra il centrotavolo omaggiato da Enzo

Poi a tutte un piccolo omaggio

E’ un angioletto piccolo piccolo

Dopo poco è già tutto al suo posto

Al prossimo invito, care belle signore di una volta, noi sappiamo che vivere bene non è vivere “di” beni.

Teresa d.

I REGALI… MEGLIO PENSARCI IN TEMPO

Monday, December 12th, 2011

Anni addietro a casa mia – tutti maglioncini infagotatti

E’ un fenomeno sociale, una consuetudine che si è affermata da tempo e che caratterizza il Natale nel mondo, il REGALO.

Da fare e/o da ricevere, l’importante è che sia sotto l’albero o appeso all’albero o vicino all’albero. Pacchi pacchetti o pacchettini ma che siano colorati e ben infiocchettati. Un regalo porta con sè l’identità del donatore, e per renderlo prezioso deve essere accuratamente preparato e magari ccompagnato da una frase speciale e personalizzata.

Regali già pronti e infiocchettati – 2010

Siete a corto di idee? L’offerta è tanta. A cominciare dai mercatini di Natale nelle città e cittadine delle regioni del nord, luoghi della tradizione dove passeggiando tra le casette di legno degli espositori tutte sapientemente allestite si odono le note dei canti natalizi e i profumi si spezie e del vin brulè. E si possono trovare oggetti e dolciumi artigianali per decorare o regalare. A Napoli c’è la via dei presepi, S.Gregorio Armeno, dove botteghe artigiane espongono i loro manufatti e ogni anno statuine di personaggi nuovi andranno ad arricchire presepi moderni. Anche a Cava dè Tirreni al Corso Umberto e a Piazza Abbro è stato allestito il mercatino di Natale e le casette di legno come piccolissime baite si sono disposte in fila con la loro mercanzia. E poi ci sono gli outlet, outlet vuol dire spaccio, che dovrebbero offrire il risparmio griffato ma vi si trova di tutto. E i tanti storici negozi nelle vie cittadine dove esperti di vendite vi sapranno consigliare.

Casette allestite al mercatino di Natale – Trento

Siete ancora a corto di idee? Noi di Anter vi proponiamo maglioncini cravatte camicie e cinture per l’uomo, le maglie di Claudia Artioli che sono più che mai belle ed eleganti e a prezzi eccellenti, per i vostri omaggi alle donne. E poi abitini e cappottini, oltre agli accessori come sciarpe, cappelli e colli e polsi di vera o finta pelliccia. Da ANTER c’è sempre di più!

Disegni in blu -  ANTER

Eleganti in grigio perla – ANTER

Le camicie di ANTER – una garanzia di qualità e prezzo

Anche bottoni gemelli – ANTER

Le maglie Claudia Artioli – da ANTER

Ricamate e sottili – Claudia Artioli – da ANTER

Delicate nei colori e nei ricami – Da ANTER

Collo e polsi in finto visone – da ANTER

da ANTER – Stola in finto orsetto

Mantella in lana – da ANTER

Collo grande in finta pelliccia – ANTER

Tanti abitini in maglina – ANTER

Abitini in mussola di lana – ANTER

Angioletto – da Letizia Shop – Via Filangieri

E se il tempo è poco e gli euro pure, regaliamo solo abbracci e premure.

AUGURI!

Mi è stato regalato. Grazie Maria

Teresa d.

IL NATALE NELLE CASE – IL MIO TOCCO DI COLORE

Wednesday, December 7th, 2011

SIAMO PRONTI PER LE FESTE?

Con i colori della tradizione

Ognuno di noi ha i suoi rituali, le sue tradizioni, i suoi tempi e i suoi modi di addobbare la propria casa per renderla festosa e accogliente per le feste di fine anno. Io di solito preparo entro l’otto di dicembre, ma quest’anno è già tutto colorato da sabato scorso. E voi?

Io amo il rosso e l’oro                                          Fiori e bacche per decoro

Anche il presepe è come un tesoro.

E nell’aria profumo di essenze per inebriare le ricorrenze.

Vediamo nero? Io voglio vedere a colori.

Teresa d.

 

MONTECARLO e MONTECASTELLO

Wednesday, July 6th, 2011

02 LUGLIO 2011

E INTANTO CHE MONACO CELEBRAVA IL SUO PRINCIPE…


nella mia casa c’erano gli sposi!

Bhè, i miei sposi, quelli di casa Senatore, quelli di due anni addietro, non freschi sposi ma stupendi sposi.

E nella mia città c’era la festa di Montecastello, dedicata al SS Sacramento. Dal 1656 ogni anno, dal giovedì al sabato nell’ottava del Corpus Domini.

Dopo la processione degli appestati, quando gli abitanti in abiti semplici e poveri sfilano in corteo nel centro storico accompagnati da un suono mesto di tamburino che lento e angosciante pare dire tutta la tragedia del popolo. Sono i poveri afflitti di ogni ceto sociale, borghesi, contadini, monatti che caricano corpi sul caretto. Si avviano alla Benedizione del Vescovo in piazza Duomo che pare mettere pace e rassegnazione alla tragedia.

Dopo la Santa Messa mattutina, celebrata dall’alto del Monte nella piccola chiesa ricavata da una sala del Montecastello, la liturgia che entra nelle case cavesi dai ripetitori dell’altoparlante accompagnata da spari che lenti e chiusi si ripetono e per tutta la giornata  si rincorrono in tutta la vallata.

Dopo la Processione, che di sera si incammina lenta tra tanti lumicini dalla chiesa dell’Annunziata, frazione ai piedi del Montecastello, e termina con la Benedizione dall’alto di tutta la città di Cava.

Sabato 2 di luglio era il terzo giorno dei tre dedicati a commemorazioni e cortei.

Siamo alla 355ma edizione di una festa popolare che unisce tradizioni religiose, storiche e folcroristiche. Una delle più importanti manifestazioni della mia città. Gesti che di padre in figlio si tramandano per ripercorrere e ricordare la storia. Tutto nasce da una tragica epidemia di pestilenza che si abbattè su Cava, e da un parroco, unico sopravvissuto tra i religiosi, che per sconfiggerla pensa di organizzare una processione fino al punto più alto, Montecastello con il Castello posto in cima alla collina che sovrasta la vallata, e da lì invocare la Benedizione di Dio sulla città. L’invocazione fu esaudita e da allora i fedeli devoti ogni anno rinnovano la processione in segno di ringraziamento per la grazia ricevuta. Negli anni si sono aggiunti altri particolari per rendere la festa più vivace. I trombonieri o pistonieri, con i loro pistoni o archibugi, che in questo caso perdono il significato di strumento di guerra per rappresentare solo il rumore della gioia, tanta gioia che si manifesta anche attraverso i giochi di bandiere colorate che i bravi sbandieratori cavesi lanciano e afferrano con grande destreggio. Tutti i gruppi folcroristici partecipanti con i loro stendardi e i loro costumi d’epoca sfilano in corteo per le strade cittadine accompagnati da suoni di trombe e di tamburi, tra la folla che li applaude festante. Si danno appuntamento in Piazza Duomo dove il Vescovo impartisce loro la Benedizione. La cerimonia inizia con l’Inno degli Italiani, L’Inno di Mameli. Poi tutti in villa per l’esibizione degli spari e infine di nuovo in corteo per il corso principale esibendosi in studiate rinnovate coreografie.

Poi tutti a casa e gli occhi puntati su Montecastello dove splende il grande Ostensorio illuminato e da dove un grandioso, così viene annunciato ogni anno, spettacolo di fuochi d’artificio conclude la manifestazione e i festeggiamenti. Ed è per questo che i cavesi danno molta importanza all’esposizione della loro casa e del terrazzo. La casa dei desideri deve avere il terrazzo che guarda su Monte Castello!

Tante le tradizioni che si rispettano anche a tavola dove la milza diventa regina insieme alla pastiera dolce di maccheroni, alle melenzane con la cioccolata, al salame paesano che da noi si chiama soppersata, e poi i biscotti di grano, un tipo di pane casereccio biscottato che viene bagnato nell’acqua prima di essere addentato.  Negli anni le signore cavesi hanno arricchito la loro tavola imbandita in terrazza la sera della festa di Monte Castello con altre pietanze ma senza successo. La tradizione vuole principalmente quelle elencate che anch’io quest’anno, e ogni volta che sono a Cava per la festa, ho preparato con grande piacere per i miei ospiti.

E così alle ore 17 di un sabato estivo mentre a Montecarlo Alberto, erede al trono del Principato di Monaco, in abito da lavoro anche se ricamato in oro di foglie d’olivo e di quercia, porta al braccio la sua Principessa fasciata d’avorio di uno splendido abito firmato Armani tra i circa 800 ospiti illustri, qualcuno appariscente, qualcuno con cappello, qualcuno in abito low-cost, tutti in attesa nello spazio sapientemente allestito all’interno del Cortile d’Onore di Palazzo Grimaldi, a Cava dè Tirreni le squadre dei trombonieri si apprestavano a invadere le vie cittadine con i loro suoni e colori. Tra gli ospiti in attesa della bella parata, Gianluca e Danila. Gli sposi di casa Senatore che hanno preceduto il Royal Wedding e il Mariage Princier. Diverse l’ambientazione e lo stile, ma per noi vera e magica emozione.

Teresa d.

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