MAGGIO E LA FESTA DEL LAVORO

Cava dè Tirreni, 01 maggio 2021

DA ANTER UN TEMPO, “IL LAVORO ERA UNA FESTA”.

OGGI MI CHIEDO QUANDO,

L’UOMO COMINCERA’ A LAVORARE SERIAMENTE SULLA SUA COSCIENZA.

ACCOLGO SEMPRE VOLENTIERI IL MESE DI MAGGIO.

E’ il mese più amato per la sua mitezza, le giornate più lunghe, i balconi fioriti, è preludio dell’estate (ma oggi piove), ha i vestiti colorati.

INIZIA CON LA GIORNATA DEDICATA ALLA FESTA DEL LAVORO.


Il 1° maggio come data per celebrare il lavoro nasce a Parigi il 20 luglio del 1889.

Prende spunto da un episodio accaduto anni prima quando per la prima volta gli operai di tutto il mondo lasciarono il lavoro per ricordare ai loro padroni i propri diritti. A metà Ottocento, non era raro che si lavorasse anche 16 ore al giorno, e la sicurezza sul luogo di lavoro non era neppure contemplata e i morti sul lavoro erano cosa di tutti i giorni. Ma ancora oggi urge discutere e risolvere le condizioni dei lavoratori, il loro sfruttamento, le problematiche del lavoro femminile, delle pari opportunità, di salari adeguati, e tante altre cose.

MA COME ONORARE UNA COSA CHE NON C’E'?

Perchè la percezione, da un po’ di anni a questa parte, è che il lavoro manchi, e ora più che mai per le continue chiusure imposte dall’emergenza virus. L’epidemia infatti sta rivoluzionando il mercato del lavoro, ma come sempre accade in momenti difficili, ci sono alcuni settori in grande in difficoltà, come il commercio di alcuni beni non necessariamente urgenti e che già da tempo la crisi economica aveva danneggiato, come tutto ciò che riguarda i viaggi, il turismo, l’organizzazione di eventi, l’arte e lo spettacolo (solo le televisioni e le radio lavorano), e altri che sono in forte crescita e prevedono assunzioni, a partire dalla sanità, e di certo anche dal mondo della ricerca e della farmacologia, ma anche della tecnologia se il lavoro da casa ha costretto molti di noi a provvedere a nuove linee di connessione e nuovi monitor per le video conferenze. Una sfida del futuro in campo tecnologico viene dalla promessa dell’intelligenza artificiale e dell’automazione che solleverà nuove domande sul ruolo del lavoro nelle nostre vite. Molti di noi si chiedono da tempo cosa fare e perché, quando la tecnologia sarà in grado di fare quasi tutto. Ma io credo che ancora per molto la data del primo maggio debba essere occasione di ripensare all’organizzazione del lavoro per porre rimedio alle nuove problematiche imposte dal Covid e ancora da risolvere, come i trasporti, gli orari scolastici, assicurare servizi a domicilio come le cure e la consegna di beni di prima necessità, incentivare l’assistenza a casa ai malati e ai disabili, avere attenzione costante al mondo dei rifiuti e del loro smaltimento, rivedere il ruolo e le competenze dei medici di base, semplificare procedure burocratiche che riguardano aziende e lavoratori, rivedere le condizioni dei lavoratori del settore dell’agricoltura, e poi, finalmente, risolvere il problema delle pari opportunità, della meritocrazia, del trattamento salariale adeguato per dare dignità a ogni tipo di lavoro e ai lavoratori che lo svolgono. Ci sono, in Italia, disparità salariali e pensionistici inconcepibili, ci sono lavori mal pagati e altri strapagati senza neanche pretendere le giuste responsabilità, un’ingiustizia insopportabile che provoca risentimento e aumenta il divario tra ricchezza e povertà creando danni alla comunità e l’insopportabile perpetrarsi del profitto dell’uomo sull’uomo. Continuo a pensare che l’uomo di oggi deve lavorare molto sulla propria coscienza.

Buon inizio del mese di maggio.


Teresa d. – Se davvero il lavoro materialista e capitalista che offre i servizi alle comunità verrà sostituito dai robot e dalle macchine, l’uomo avrà bisogno di rivedere molte delle sue abitudini e chissà se avrà tempo e desiderio solo di vivere e basta. Ma senza un lavoro pare molto difficile.

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