Archive for January, 2011

MODA – DIETRO L’APPARENZA FRIVOLA…

Sunday, January 30th, 2011

Non solo lustrini e bellezza, dietro l’apparenza frivola dell’ambiente MODA si cela un mondo faticoso fatto di persone qualificate.

Dallo schizzo al disegno alla sfilata all’esposizione in vetrina, dietro i fari spenti dei riflettori ci sono professioni e figure professionali che compongono il Fashion System.

Si pensi ai creatori di un Brand, ai loro assistenti economisti per le registrazioni e le scritture contabili.
Ai creatori di slogan per una comunicazione sempre agguerrita.
Si pensi ai designer, forse i primi della filiera, che con i loro schizzi e poi disegni danno avvio a un’idea che si deve realizzare, pensano ai tessuti da utilizzare. Si pensi agli oggetti di cartoleria che usano.
Si pensi ai lavoranti delle tessiture, aziende di filati a sperimentare nuove torciture, nuovi intrecci, nuove trame che saranno tessuti e poi capi da indossare. Ai creatori di nuovi macchinari adatti allo scopo. Ai chimici esperti di coloriture a provare coloranti atossici e resistenti, ai lanifici cotonifici e seterie quasi scomparsi in Italia che useranno i nuovi colori. Ai bottonifici e ai lavoranti del merletto e delle passamanerie. Si pensi ai sarti e alle sarte, ai ditali, spolette di cotone, rotoli per imbastire, spilli e centimetri.
Si pensi agli organizzatori delle sfilate, a chi si occupa di pubbliche relazioni e decide gli inviti e gli eventi, agli scenografi, elettricisti, tecnici del suono, fotografi, giornalisti, agli addetti alle pulizie.
Si pensi alle associazioni che lavorano per coordinare e promuovere lo sviluppo degli eventi.
Ai registi che lavorano alla realizzazione di spot pubblicitari e filmati da mettere on-line.
E prima ancora alle modelle, ai parrucchieri, agli esperti di make-up, a chi fabbrica le scarpe e le borse e le cinture, i gioielli e gli accessori tutti per vestire e mandare in passerella il sogno della prossima stagione.
Ai profumi e profumieri ad inebriare e alimentare il sogno.
A tutto ciò che ruota intorno ai viaggi e soggiorno di queste persone.

Agli show-room da fittare e allestire per ricevere i buyer, i compratori, che dal loro giudizio e da quello dei giornalisti esperti di moda si arriva a decidere cosa mettere in produzione per le vendite.

Si pensi alle aziende produttrici di abbigliamento con i loro macchinari all’avanguardia, gli immensi spazi destinati a sala taglio e i computer che programmati da programmatori fanno il lavoro che prima era di uomini. Alle grandi sale per assemblare i tessuti tagliati o quelli smacchinati se maglierie, ai lavoranti di queste fabbriche, alle stiratrici. A chi piega e mette in busta, alle fabbriche di cellophane che sono i copriabiti o buste per le maglie. Ai fabbricanti di etichette e rotoli per la composozione e dei cartellini. E ai fabbricanti di foderami e di trapunte, tele e piume per le imbottiture.
Si pensi agli esperti di mercato che decidono o suggeriscono dove collocare il prodotto e le aperture di nuovi punti vendita.
Ai trasportatori, in Italia quasi tutti su ruote, per la distribuzione e la consegna dei capi.
Alle tante fiere e agli eventi che si allestiscono per promuovere i prodotti, alle pagine dei giornali da pagare per la pubblicità, ai contratti televisivi per vestire i vip e per mandare gli spot griffati.
Si pensi ai fotografi dello street style, quei giovani in giro per il mondo a catturare e fissare originalità e stile personale.
Si pensi ai venditori, ai rappresentanti, ai loro spazi per i campionari, ai loro assistenti e segretari.
A chi si occupa di arredo negozi e ai vetrinisti,
E poi noi negozianti e i nostri collaboratori e lavoranti, i bravissimi pazienti e accoglienti commessi.

E infine voi, gli acquirenti. Ultimi ma i più influenti.
Perchè proclamate il successo del Pret-a-Porter, della moda portabile.
Ultimi in assoluto sono gli stilisti emergenti, i ragazzi e ragazze del mondo e di più dell’area BRIC ( Brasile-Russia-India-Cina ) appassionati di disegno e moda che ancora non hanno trovato il loro spazio in un ambiente che elogia solo e sempre i grandi.
Ma voglio credere che il talento se c’è emerge, se non c’è si confonde con nient’altro o il gia visto.
Auguro a tutti di continuare a sostenere un pilastro e un vanto dell’economia Italiana: LA MODA.

(Delle sue cattive abitudini parleremo prossimamente)

Teresa d.

ARRIVO TRIONFALE DELLA BRUTTEZZA!

Tuesday, January 25th, 2011

No, non parlo della moda, quella almeno ci regala originalità, ispirazione, innovazione, idee. Il piacere di vedere tanti abiti nuovi in bella mostra e poter sognare di scegliere. Immaginarsi addosso quel modello e quel colore, sono piacevoli sensazioni, piccoli momenti di distrazione che ci fanno sentire leggeri.
Vi siete mai chiesti se vestirsi è stato un istinto di vanità o di necessità?
Ma ora devo spiegare perchè alla domanda su cosa sarà l’eleganza che metteremo in primavera, ho risposto che intanto pare di assistere all’arrivo trionfale della bruttezza. Ho dovuto dire che per me l’eleganza in Italia sta solo appesa a un cartellino “Made in Italy”. Ma questo è commercio, non è eleganza. O almeno non è quella che vorrei fosse nei gesti, nelle parole, nell’essere garbati, nell’essere onesti, empatici, amanti della verità e della bellezza. Non è l’eleganza della ragionevolezza, della misura, della libertà fatta di diritti e di doveri.
Mesi addietro ho scritto in vetrina la frase:
“PORGITI ALL’AMMIRAZIONE PER BELLEZZA ED ELEGANZA – MA ANCHE PER CULTURA E CONOSCENZA”.
Non una persona che è entrata per lasciarsi servire ha chiesto di commentarla.
Siamo fatti così, ognuno chiuso nel suo egocentrismo e nel suo mondo fatto di fatica quotidiana. Resi incapaci di ribellarci alla volgarità che ci invade, incapaci di chiedere giustizia, incapaci di invocare i nostri diritti.
E confesso che mi costa fatica di questi tempi parlare di moda.
Ma in una giornata di sole, con la luce che riaccende i colori, che ci rende luminose e un tantino gioiose, dal parrucchiere è di moda che abbiamo parlato. E alla fine eravamo tutte daccordo: “noi italiani moriremo ignoranti ma eleganti”!
Delle novità sulle passerelle per la P/E parleremo la prossima volta.

Teresa d.

PELLICCIA – SI o NO?

Friday, January 21st, 2011

In inverno è il capo più desiderato. Un cappotto, una mantella, un corto giacchino di pelliccia, sono l’antifreddo per eccellenza e sono tanto chic.
Molto ambiti anche solo i riporti, come i polsi ma soprattutto quello che io amo di più, i colli di pelliccia. Ovviamente basta una parata di vip che ostentano la loro cultura animalier e le loro proteste in difesa degli animali e tutti pensano che “addio pelliccia”. Ma sulle passerelle se ne vedono sempre e sempre di più eccentriche e lavorate. I nostri artigiani maestri pellicciai sanno essere all’avanguardia in creatività. Il lusso attrae, si lascia guardare e suscita piacere e desiderio. E il desiderio è umano, quindi ci possimao assolvere anche se dico no all’esagerazione e a frasi tipo: “il lusso ad ogni costo”!
Bhè io mi sento di correggere in: IL BUONGUSTO AD OGNI COSTO!
E poi ce ne sono di finte che sono altrettanto belle anche se non calde e non le chiamerei ecologiche visto che vengono create in laboratori chimici con chissa cosa. In Italia si registra un calo di vendita di capi in pelle e pelliccia che soprattutto al sud è dovuto al clima sempre più caldo. Anche alla sensibilità verso gli animali ma senza ipocrisia penso sia al secondo posto come motivo per dire no alla pelliccia.
Riguardo ai costi elevati, altro motivo di mancato acquisto, c’è da dire che la maggioranza dei capi prodotti arriva dai mercati stranieri dove come al solito il costo della materia prima e della mano d’opera è molto inferiore.
E per chi crede di fare buone azioni ci sono associazioni in difesa degli animali come la “The Uman Society” in America che invitano a consegnare la pelliccia dismessa che diventerà, assicurano, calda e comoda cuccia per animali in difficoltà. Ci crediamo?

Teresa d.

“ANTER” E I MARCHI PER I SUOI CLIENTI

Thursday, January 20th, 2011

Ancora non ho citato le aziende e i loro prestigiosi marchi che da sempre ci forniscono dei capi di loro produzione, soprattutto maglieria. Ognuno con il suo segno distintivo. segno grafico che contraddistingue dei capi e rappresenta l’identità di un’azienda e la sua forza di comunicazione.

Per la donna:

Anter linea donna – New Jussara – New Marikan – Devanja – Elegant Project – Elegant Prestige – BTS Collection – BTS Confort – Fabiola – Tagliente – Elena Mendez – Kueva – Pierr Day - Vian – Nome e Cognome – Elle Fordoocks – Cavendish – Edimyr – Le Linee DI.BI. – Vanity – M.G. – Flay Line

Per l’uomo:

Anter linea uomo – Giò Ferrari – Il Granchio – Blue Side Man – Lui Collection – Sea Barrier Sport – SeaBarrier Classic – Wampum – Ascot Sport – Fordoocks – Acon – M.G.Boys – Fibretex – Tema

Insieme negli anni, attraverso i loro stimati agenti e un rapporto personale di grande cordialità, ancora oggi siamo in scena con rinnovati dettagli e proposte moda sempre all’avanguardia. Insieme vi attendiamo nei punti vendita per guardare tutta la moda e come vi sta.

Teresa d.

MILANO MODA UOMO – FINO A DOMANI

Monday, January 17th, 2011

E subito dopo Firenze, dal 15 al 18 gennaio, l’uomo è in scena a Milano.

Sfilate e non solo nella capitale lombarda per parlare ancora di moda uomo. In diversi luoghi del centro storico o negli showroom delle aziende sfilano le firme più prestigiose della moda italiana e non.

Tanti cappotti e capi spalla da Burberry che ha concluso la sfilata sotto una fittissima pioggia in passerella, effetto scenico per ricordare l’ossessione degli inglesi per la pioggia. Giacche ridotte, accorciate di lunghezza e maniche, da D&G, ma sembrano i capi del fratello più piccolo indossate da quello più grande in tutta fretta...Raffinatezza semplicità e stile da Umberto Angeloni, ideatore di Uman, capi su misura, che nel suo concept room in Via Gesù 10 ha presentato solo tre nuove giacche e le chiama per nome: Corsa – Canada Mack – Knitta. Si andranno ad aggiungere alle altre Uman- the jackets, sono 12 in tutto, e saranno i classici di lusso nel guardaroba maschile. Da Barneys, il mega store sulla Madison Avenue a Manhattan, è presente un corner con il “made to measure” di Umberto Angeloni. Si parla di ritorno dei capi sartoriali e la nostra artigianalità ha sempre conquistato il mondo.

L’importante è la personalizzazione che si può manifestare non necessariamente spendendo cifre esagerate per un capo che sarà purtroppo vecchio per usura o misura tra un anno o meno, ma anche abbinando in maniera creativa e personale il nuovo che ci viene proposto e che sarà prodotto anche da aziende meno conosciute.

Prossimamente un elenco dei marchi che ANTER da anni propone ai suoi compratori.

Mi viene in mente la geniale iniziativa del fotografo Scott Shuman che in “The Sartorialist”,  il blog di stile più famoso al mondo secondo il magazine Time,  pubblica foto di modelli scattate per strada dando quindi grande visibilità allo street look dal quale i creatori di moda si sono sempre ispirati. Il suo libro (perchè dal blog è stato tratto un libro), è diventato “La Bibbia della Moda”.

Divertitevi quindi a essere voi stessi prendendo spunto dalla moda che è di moda. Vi potrebbe notare Shuman…

Teresa d.

NON VORREI ESSERE SACCENTE MA…

Friday, January 14th, 2011

Lo voglio dire: vedo pochissimo la tv e me ne compiaccio. Ma stasera ho visto in una rubrica di Striscia  (nuovi mostri, pare)  delle scene demenziali e di una stupidità incredibile di cose che vanno in onda nei vari programmi di rete mediaset e non.  Proviamo a spegnere questo tipo di televisione per una settimana, tutti insieme in tutta Italia? Che sogno…

Scusate ma il blog è anche “LIFE”, e so che molta, troppa, tanta gente vive di tv. Per me tranne qualche eccezione, come la fantastica trasmissione di denuncia di Milena Gabanelli o quache allegro programma di intrattenimento serale, stare lì passivi avanti a quella scatola piena di scemenze è un passatempo noioso e diseducativo.

Teresa d.

ABERCROMBIE & FITCH

Thursday, January 13th, 2011

La sede principale è sulla 5th angolo 56th Street a Manhattan. Presente in America soprattutto, e in Canada – Giappone – Porto Rico – in Europa solo a Londra e a Milano in Corso Matteotti. Prossima apertura a Roma dove è presente per ora con HOLLISTER altro marchio del gruppo Abercrombie.

Fondata a Manhattan nel 1892 dal sig.David T. Abercrombie che diede avvio al commercio di tessuti per abbigliamento sportivo e da escursionisti. Oggi identifica il casual di lusso per quei giovani sempre alla ricerca di novità per sentirsi unici almeno per un pò.

Con il logo A&F in carattere gothic marcato, di colore bianco su quadrato rosso e la scritta: NAUGHTY OR NICE? Monello o bello? sulla gigantografia di Michael Mealor, il diciottenne ritratto da Christian Rios che ha dato il volto alla campagna pubblicitaria  del brand nel 2010, e con i suoi capi colorati e sportivi, è un’attrazione a cui è difficile resistere.

Almeno per curiosare, come è successo a me allaCambridgeSide Galleria nei pressi di Kendall Square a Cambridge MA – USA. Non so se attratta dalla foto dallo sguardo intenso, misterioso e insistente, o dal profumo che aleggiava nei pressi, ma sono entrata. Ambiente poco luminoso, troppo chiassoso di musica ad alto volume, molto profumato di essenze di loro distribuzione. Con lo stesso marchio infatti, nei loro negozi sono in vendita profumi quasi tutti unisex: Fierce – Ready – Ezra – Signature – Spirit – Proof. Classic Perfume è l’unico da donna. Capi colorati a quadri tartan appesi o piegati su grossi tavoli, felpe e jeans ovunque. Ottima la qualità, alti i prezzi, bella l’immagine. Ma… non è un gusto troppo casual-dandy per noi italiani?

Milano eletta dal NYT “Città della moda 2011″, non vorrei si scrivesse… “della moda importata”

Teresa d.

A FIRENZE C’E’ PITTI UOMO – MA PER ORA SOLO POLEMICHE

Wednesday, January 12th, 2011


Da ieri 11 gennaio e fino al 14 a Fortezza da Basso c’è Pitti Immagine Uomo. Quattro giorni di esposizione per ricevere il maggior numero di buyer ( compratori ) possibili. Oltre 1000 aziende in mostra e molte dall’estero ci dicono delle tendenze moda-uomo per il prossimo inverno. Come ogni anno si parla di materiali innovativi all’avanguardia per rendere i capi invernali più antifreddo e antipioggia che mai. Tessuti tecnici e lane impermeabilizzate per realizzare capi casual, stoffe usate nella vela o quelle a prova di resistenza degli indumenti dell’esercito americano. Giacche e piumini accesioriati con panno pulisci occhiali e tasche sempre più portatutto. Sempre presente il classico dal gusto raffinato è irrinunciabile con abiti stile “ANTER”, appena rivisitati nella linea, sono i senza tempo.

PITTI UOMO è sempre stata un’ottima vetrina anche per gli accessori. Per i 150 anni dell’Unità d’Italia Alexander ha presentato un modello di camperos chiamati gli stivali Garibaldi in onore all’eroe che tanto fece per la nazione. Molto trandy anche la scarpa Toki. E per stupire la cravatta realizzata in oro. Eccentricità da nababbi ovviamente. Ma la moda propone e i consumatori decidono…

Per ora sono le polemiche, tra calendari e crocifissi,  a fare notizia. L’esagerazione nella comunicazione che come sempre ottiene l’effetto sperato di farsi notare questa volta è nelle immagini di simboli religiosi come un cartellone del Cristo elegantemente vestito. Un’altro Cristo in croce reca la scritta DSMY, Dio Salvi il Made in Italy, e la frase: “Perdona loro che non sanno quello che indossano”. Poco originale in tempi di globalizzazione se si vuole spronare a ogni costo a vestire italiano. Ma è Oliviero Toscani a suscitare stupore con i suoi 12 pubi femminili al naturale raccolti in un calendario (ho visto una foto e a me sembra un pube con posticcio riccioluto, con cerette che fanno guerra alla più invisibile peluria e i mini costumi da indossare…)  e che ci devono ricordare la “Vera Pelle Italiana”.  (mai sentito di capi o accessori in pelle umana, e solo di donna… Forse ai tempi dei riti sacrificali ogni parte del corpo martorito serviva a qualcosa pur di compiacere gli Dei, ma ne abbiamo fatto di strada…)

Sempre più disposti a tutto per ottenere tutto siamo incapaci di rendere la pubblicità una comunicazione garbata.

Teresa d.

E’ IL ROSA HONEYSUCKLE IL COLORE DEL 2011

Wednesday, January 12th, 2011

Dal mondo colorato di Pantone, la massima autorità in materia di colori, le previsioni in campo cromatico influenzano non solo la grafica, l’arredo, il make.up, l’oggestiscica, ma anche la moda.

Ma chi è Pantone?

Pantone è un’azienda americana specializzata in tecnologie per la grafica e la catalogazione dei colori. E’ un aiuto per classificare i colori dando dei codici per poi tradurli nel sistema di stampa. Negli anni il sistema Pantone, Fashion Home Start Color System, che fornisce informazioni digitali sui colori, sulla miscelanza, sull’associazione di colori per crearne altri, è diventato uno standard internazionale usato in vari campi, dalla moda al design all’arredo.

Tanto pink allora? Ma si, nei momenti un pò oscuri fa bene indossare colori brillanti. E poi il rosa honeysuckle, che vuol dire caprifoglio, è un tono di rosa molto intenso, vitale, coraggioso, insolito. Sta bene alle brune e alle bionde, un pò meno alle rosse forse. Nel linguaggio dei fiori il caprifoglio vuol dire dolcezza d’animo. E tanta dolcezza ispirano le gonne ampie dalle fantasie fiorate di rosa intenso di D&G per la prossima primavera estate.

Teresa d.

SCENE DI RITORNO

Sunday, January 9th, 2011

Sono anni che hanno lasciato la casa che li ha visti neonati/e,  bimbi/e,  e poi ragazzi/e.  Hanno avuto il coraggio e la determinazione di avventurarsi altrove per studio o per lavoro, per amore o per viaggiare. Hanno lasciato affetti e visi conosciuti, luoghi e occhi amicali, clima e montagne familiari, lenzuola profumate e tavole apparecchiate. E ogni tanto ritornano. Accolti come eroi!  Avvistati tra i passeggeri all’aeroporto o alla stazione, scrutati interamente per controllarne aspetto e cambiamenti, abbracciati forte per dichiarare gioia e sentimenti, interrogati per carpirne l’entusiasmo-l’immutata sicurezza-la convinzione-la soddisfazione. E poi esserne portapacchi-facchini-autisti-ascensoristi-maggiordomi-cuochi-lavandaie- solo per alleviarne la stanchezza e farli sentire “A CASA”.

CHI SONO?

Sono quelli che:  “meglio se non chiedi perchè si sono abituati a stare da soli e a parlar poco – non ti preoccupare per il cibo perchè non rientro mica da una foresta velenosa – non svegliarmi per colazione che io la faccio alle 14 quando voi fate la 2nda colazione, quella che in italia è il pranzo e nel piatto per loro cose tipiche spesso faticosamente preparate – non toccare la valigia che so io come disfarla – lava le camicie ma stira solo il collo che tanto le metto sotto il maglione – non riordinare il letto che dopo mi ci rimetto dentro – non togliere le pantofole da lì a terra che poi non le trovo – non farmi sentire il rombo dell’aspirapolvere alle sette di mattina – non toccare il computer che sta caricando non so cosa – non aspettarmi per la cena che vado con gli amici – non sono a casa per un paio di giorni perchè vado fuori”.

Ma tra i panni da lavare, dalla valigia spunta intatto il regalo per la mamma e per la nonna, per il papà e per il fratello e pure alla sorella.  E dopo un giorno di riassetto da fuso orario sanno ritornare a farsi coccolare e trovano tanti attimi che ti sanno dedicare.

Chissà quando ripartono se  hanno da  recriminare e “quando e quanto” vorrebbero ritornare…

Teresa d.e le mamme d’Italia

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