Archive for January, 2018

“NON SONO SOLO COME SONO”

Sunday, January 21st, 2018

Cava dè Tirreni, 21 gennaio 2018

SCUSATE IL RITARDO


Vi parlo di un evento che si è già tenuto.

Un evento che mi ha vista protagonista.

E che sarà ricordato per l’epidemia di influenza che lo ha caratterizzato, causando la mancata partecipazione di moltissimi ospiti.

 

Ma c’era lei, little T, la mia omonima nipotina.

E c’eravate voi, pubblico meraviglioso.


E c’eravamo noi. Attori principali. Io e Franco Bruno Vitolo.


E c’era ancora pubblico, straordinario e attento.

E c’era Chiara Savarese, illustratrice, a spiegare la copertina del libro.

E c’era Stefania Spisto, presidente della casa editrice Il Quaderno.

Stefania legge una poesia.

E c’era Autilia Avagliano, ex assessore.

C’era Antonio Di Giovanni, giornalista autorevole di varie testate, nonchè radiofonico e televisivo.

Antonio Di Giovanni. Autorevole e ironico. Grande interprete di una simpatica poesia.

E c’era la musica. I Taidè Trio: Ivana Pisacreta-Marco Saraceno-Miriam D’Amico


E c’erano loro, autorevoli rappresentanti del Maric.

Franco Bruno legge “Una fiaba senza fine” – dedicata a loro: Danila e Carmine. C’erano anche loro.

E c’era il libro.

Ed E’ stata una serata ricca di emozione.

Grazie a tutti.

Che dire, io che non leggevo poesie dai tempi della scuola, io che vedevo negatività nell’animo sensibile dei poeti, io che evevo relegato la poesia a espressione letteraria del passato, mi sono ritrovata intrisa di pensieri poetici. Credo che in me tutto nasca con Fili, il mio primo nipotino, sentivo il bisogno di dover descrivere certe senzazioni, che saranno emozioni per sempre, e come tali vanno custodite. Sentivo di dover tessere una trama nuova, intrecciare fili di un tessuto mai esistito, colorato di sfumature magiche come il mistero della vita. Dominata dagli eventi e da pensieri che furiosi cercano parole, ho allargato lo sguardo sul mondo e sulle sue contraddizioni, ho scritto dei miei cari e di chi non vedo più, e ho parlato della rinascita e della speranza, che avranno sempre una possibilità di esistenza infinita, e saranno sempre, spero, un’ancora di salvezza alle quali aggrapparmi. Non c’è una poesia che non sia un po’ me, e che mi protegge, pare, dalla violenza della vita. Credo che il mondo abbia bisogno di poesia, perchè abbiamo bisogno di emozioni.

Grazie a tutti coloro che hanno reso bella questa serata. Grazie a Franco Bruno Vitolo che sublima da sempre l’arte e la cultura e che declama le poesie dando vita al contenuto. Grazie anche per l’articolo su Vivimedia. Grazie ad Autilia Avagliano che anche nel suo blog “femmepage”, mi ha declamata “feconda generatrice d’amore” e “osservatrice acuta del mondo intorno”, oltre che “poliedrico caleidoscopio dalle mille sfaccettature”. Ed io mi stupisco sempre più, di quanto si può trasmettere con delle semplici parole, le mie. Grazie ad Antonio di Giovanni, alla sua divertita e ironica interpretazione di “Tipi da spiaggia”. E’ stato un momento di grande ilarità. Grazie anche per l’articolo su una testata che, mi scuso, ma non ho riconosciuto. Grazie ai musicisti, bravissimi interpreti di brani musicali a tema, ma soprattutto grazie per aver indivuduato nella poesia “Canto incompiuto” il linguaggio musicale che ricorda l’incompiuto di opere famose e mai ascoltate dai loro compositori, come la Sinfonia n.8 di Schubert, o il Requiem di Mozart. Grazie a Chiara Savarese per aver descritto la bellissima copertina del libro, dove nell’azzurro del cielo o del mare, e ispirati dal titolo, ognuno vi legge la sua emozione. Interessante quella di Anna Laura, che ci vede, ha detto, il respiro perpetuo del mare e l’energia del suo movimento, mai uguale e sempre in azione. Io invece, ci vedo una ramificazione verso il cielo,  ricca di energia che vuole esplodere attraverso quelle bolle d’aria colme di grande vitalità. Grazie agli amici del Maric, anche grazie a loro e al dinamismo del movimento che ha al suo attivo numerosi e prestigiosi eventi, sto vivendo con rinnovato entusiasmo la seconda parte della vita. Grazie ad Andrea Carraro, regista teatrale di notevole spessore, che ha letto nelle poesie declamate qualcosa di una poetessa polacca, e me lo ha sussurrato salutandomi. E’ la Szymborska, premio nobel per la letteratura nel 1996. Immaginate il mio stupore. Grazie a Stefania Spisto, presidente della casa editrice Il Quaderno, la sua presenza è un valore aggiunto. Grazie a Danila e a Carmine per la preziosa presenza e per queste foto, sono i miei meravigliosi figli, un po’ protagonisti dei miei scritti. Grazie a tutto il pubblico, amici e non, che con grande affetto mi segue e partecipa agli eventi culturali che mi vedono protagonista. Grazie di cuore a tutti.

Teresa d. – Quando scrivo, mi sento meglio vivere.

 

 

 

 

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