Archive for July, 2011

NUOVI ARRIVI PER LA PROSSIMA STAGIONE A/I 2011-2012

Thursday, July 28th, 2011

PIENA ESTATE

MA NEI NOSTRI DEPOSITI E’ GIA’ AUTUNNO/INVERNO.

Guarda di lato nella pagina:

NUOVI ARRIVI UOMO E DONNA

ANCHE “FABIOLA” E’ GIA’ DISPONIBILE IN NEGOZIO

CON I NUOVI ABITINI E TANTA MAGLIERIA.

VI ASPETTIAMO!

 

Teresa d.

 

 

ESTATE – LE COSE CHE AMO E CHE NO

Wednesday, July 27th, 2011

Mi piace:

le giornate allungate

le lunghe passeggiate

la natura sbocciata

i balconi fioriti

la frutta colorata

i vestiti scollati

la borsa di paglia

l’ora della siesta

le vele nei mari

i barbecue all’aperto

le auto scoperte

le spose radiose

 

Non mi piace:

i lidi soffocanti

le spiagge affollate

i nonni lasciati

il traffico impazzito

le partenze intelligenti

le zanzare pungenti

il tormentone musicale

il caldo se afoso

“le” Costa Smeralda

Matteo Caccia in vacanza

 

E a voi?

Teresa d.

 

 

 

 

 

TIPI DA SPIAGGIA

Saturday, July 23rd, 2011

Se la meta preferita delle nostre vacanze è il mare, in estate siamo tutti tipi da spiaggia, vi pare?

La nudità ci accomuna un po tutti. Vicini di sdraio in un lido affollato con lettini in fila come una camerata siamo molto noi stessi. Da persone comuni a “tipi da spiaggia”. Un costume griffato è meno evidente di un vestito griffato. Siamo tutti più uguali.

Ma la “miss” si fa strada anche sotto il sole cocente, ha il tacco 12 e non traballa per niente, il bikini invisibile leopardato, ma trova sexy anche il bianco o un colore esagerato, ha il pareo trasparente abbinato, il corpo già unto ed è sempre abbronzata, il rossetto e il mascara acqua-resist, orecchini da star più collana e bracciale, pettinatura appropriata, cappello a falda larga o berretto a visiera, il telo la borsa e gli occhiali firmati, la sua crema è abbrozzante-idratante-snellente-resitente-uniformante-brillante-eccellente, le sue unghie perfette, le pose da star. Siamo tutti più uguali?

Il super-palestrato dai muscoli scolpiti, inverni di esercizi per mostrarsi allenato, bermuda – polo – berretto – sacca – occhiali – sandali – costume, telo, è tutto griffato. I capelli alla moda e la barba un po incolta per un look da  selvaggio uomo sfrontato che non chiede mai niente perchè lui è un vincente. Se telefona parla anche  in inglese, ha la moto o la bentley al parcheggio privato e il suo iPhone non è ancora per tutti venduto. Siamo tutti più uguali?

L’intellettuale uomo o donna che sia, arriva sempre puntuale sottobraccio il giornale, silenzioso e discreto, si sistema seduto o sdraiato, inforca il suo occhiale che gli avvicina lo scritto così non confonde il numero “sei” con “l’otto”, si spalma la crema che lo protegge e poi subito legge, Raramente si guarda intorno spaesato, ha la mente altrove e trova tutto esagerato. Siamo tutti più uguali?

L’isolato trova sempre un posto più in là, riesce a star solo anche in mezzo alla gente, si sceglie una sdraio o uno scoglio accomodante e si isola da tutti stando ore intere silenzioso e osservando. Siamo tutti più uguali?

Il seduttore ha un fare insolente e si muove sempre svelto e attento, mentre prende posto ha lo sguardo allargato e la sua preda è gia stata colpita. Intanto medita come va avvicinata. Ha il suo scopo e un obiettivo preciso e mentre prende il sole ha gia tutto deciso. Siamo tutti più uguali?

La pettegola ha sempre qualcosa da dire e nessuno intorno è immune dal suo riferire. Mentre guarda con sguardo curioso osserva tutto e trova tutto scandaloso. La tipa magra se la porta via il vento, l’anziana signora è rugosa e impacciata e si presenta sempre troppo spogliata, quella è grassa e sta tutta scoperta i rotoli abbondano e la gonna è un pò corta, l’uomo ha gambe magre e il costume ascellare sembra un fenicottero che sta per vacillare, quello è panciuto robusto e canuto e pare stare un po dispiaciuto, la bellissima del lido accanto ha un corteggiatore che è un incanto… Fonte inesauribile di critiche patetiche, molto analitica e mai sintetica. Mica siamo tutti più uguali?

 

L’indifferente sta in spiaggia con il suo occorrente, è silenzioso si adegua e non è insofferente. A volte partecipa a volte è assente ma non è mai irriverente. Quasi sempre educato si rotola al sole con fare annoiato ma è aggraziato e sempre beato. Forse sono un pò uguale. Ma siamo tutti più uguali?

Il maleducato alza la voce già da quando è arrivato, al telefono sbraita e ascolta sempre la radio a volume elevato, fa toilette all’aperto, si scaccola e spreme incurante perchè a casa non usa il guanto esfoliante, fuma sigaro o pipa mentre fissa una guapa, non sta attento alla sabbia ti insabbia e che rabbia. Guai averlo vicino di sedia, sarà un’estate da tragedia. Siamo tutti più uguali?

 

 

 

La famiglia chiassosa mattiniera e numerosa che allegramente prende spazio a iosa. Arrivano sempre urlanti e occupanti e fin da subito sono un po pedanti. La signora suggerisce, il figlio non ubbidisce, il padre lo richiama, il cugino esclama, la zia reclama, la sorella riprende, l’amica ha un alano ed è tutto un baccano. Siamo tutti più uguali?

Aspiranti tipi da spiaggia dal look esagerato e super-griffato, poco sdraiati per rendersi meglio esibiti, molto impegnati tra conversazioni e giochi raffinati, un pò dandy,  andatura regale anche se nella sabbia si affonda, il bar è il luogo della loro esibizione dove meglio riescono nella loro affermazione. Siamo tutti più uguali?

Il “preferibile evitare la mia spiaggia”, politico nostrano bugiardo e villano, lui va spesso in vacanza con mezzi di ordinanza, per fortuna sceglie mete inaccessibili alla maggioranza e forse capirà di essere una minoranza. Preferisce gongolare su scafi in mezzo al mare o recintato in un finto castello innalzato con denaro rubato, la caletta privata per il notturno con gli amici di turno. Lui davvero crede che siamo tutti più uguali!

Ho dimenticato il tuo “tipo da spiaggia” ?

Teresa d.

 

 

SUPERATA LA PROVA COSTUME?

Friday, July 22nd, 2011

Io si.

Ho capito che non si fa davanti allo specchio con uno sguardo accusatorio e pietoso, che non ci si confronta con l’ultima miss del momento, che se anche un rotolo di ciccia fa da contorno al costume non mi cambia la vita, che se le gambe sono un pò ingrassate devo solo riprendere la ginnastica o le mie camminate.

E lo farò, ma ora no.

Intanto è esplosa l’estate. La meta preferita delle vacanze è il mare e le spiagge hanno ripreso la vita. Tutti alle prese con l’ombrellone, il secchiello, la sabbia, il sole, il sale, la sdraio, il telo, la crema, i tuffi, gli inciuci. Siamo tutti tipi da spiaggia. Tu di che tipi sei?

Sarà il prossimo post e il nuovo sondaggio.

Teresa d.

NON SOLO FIERE – MA ANCHE I CAMPIONARI

Wednesday, July 20th, 2011

Un compito molto importante che ci compete, a noi venditori di abbigliamento, è quello di visionare i campionari. Star lì nella sala campionario, lo show-room, spesso elegantemente e sobriamente arredata di un tavolo ovale con sedie, una consolle e uno specchio gigante, tra carrelli e tanti abiti nuovi, nuovissimi, oppure maglieria tutta ben presentata sulle grucce dorate, è un momento davvero piacevole.

La parte più fashion del mio lavoro di titolare-commessa.

Ma guai a distrarsi, si rischia di non dare i suggerimenti giusti ai produttori per le eventuali modifiche da apportare ai capi perchè siano il più possibile rispondenti alle richieste, eventuali future richieste di clienti al dettaglio. Un lavoro di programmazione quindi, di non poco impegno.

Ci sono aziende che organizzano sfilate per presentare il pre-campionario. (Grazie Fabiola per la bella ospitalità. Siete sempre squisiti.)

Capita così che ci si incontra con tutti i rappresentanti delle varie zone d’Italia. Si profilano rapporti umani e commerciali di grande interesse. Si discute del perchè un modello è vendibilissimo in certe zone e assolutamente vietato in altre. Del come mai dal Lazio in giù l’abito femminile per la cerimonia deve essere pomposo, lungo ed estremamente elegante, mentre nelle regioni del nord è richiesto semplice e di buona fattura. Anche nel vestire “resistono” ancora due italie diverse?

Quest’anno per improrogabili impegni, gli appuntamenti si sono concentrati tutti nei giorni dai primi di luglio a tutta la settimana seguente. E poi si riprende a settembre per concludere tutti gli acquisti per la primavera 2012.

Novità? Abitini lunghi fluttuanti anche da giorno, maglieria colorata dalle maniche chimono, un timido ritorno del giallo, colore difficile da portare ma tanto solare. E poi ancora i “capri” che resistono come ottima alternativa ai pantaloni classici.

AVVISO

Dalla scorsa domenica 17 sono cominciati i turni di ferie dei miei collaboratori. La mia preziosa collaboratrice sta organizzando il suo matrimonio e qualche volta si assenta. Ecco perchè sono assente dal blog.

Giustificata? Spero di si. E grazie di essere tra queste pagine.

Teresa d.

MONTECARLO e MONTECASTELLO

Wednesday, July 6th, 2011

02 LUGLIO 2011

E INTANTO CHE MONACO CELEBRAVA IL SUO PRINCIPE…


nella mia casa c’erano gli sposi!

Bhè, i miei sposi, quelli di casa Senatore, quelli di due anni addietro, non freschi sposi ma stupendi sposi.

E nella mia città c’era la festa di Montecastello, dedicata al SS Sacramento. Dal 1656 ogni anno, dal giovedì al sabato nell’ottava del Corpus Domini.

Dopo la processione degli appestati, quando gli abitanti in abiti semplici e poveri sfilano in corteo nel centro storico accompagnati da un suono mesto di tamburino che lento e angosciante pare dire tutta la tragedia del popolo. Sono i poveri afflitti di ogni ceto sociale, borghesi, contadini, monatti che caricano corpi sul caretto. Si avviano alla Benedizione del Vescovo in piazza Duomo che pare mettere pace e rassegnazione alla tragedia.

Dopo la Santa Messa mattutina, celebrata dall’alto del Monte nella piccola chiesa ricavata da una sala del Montecastello, la liturgia che entra nelle case cavesi dai ripetitori dell’altoparlante accompagnata da spari che lenti e chiusi si ripetono e per tutta la giornata  si rincorrono in tutta la vallata.

Dopo la Processione, che di sera si incammina lenta tra tanti lumicini dalla chiesa dell’Annunziata, frazione ai piedi del Montecastello, e termina con la Benedizione dall’alto di tutta la città di Cava.

Sabato 2 di luglio era il terzo giorno dei tre dedicati a commemorazioni e cortei.

Siamo alla 355ma edizione di una festa popolare che unisce tradizioni religiose, storiche e folcroristiche. Una delle più importanti manifestazioni della mia città. Gesti che di padre in figlio si tramandano per ripercorrere e ricordare la storia. Tutto nasce da una tragica epidemia di pestilenza che si abbattè su Cava, e da un parroco, unico sopravvissuto tra i religiosi, che per sconfiggerla pensa di organizzare una processione fino al punto più alto, Montecastello con il Castello posto in cima alla collina che sovrasta la vallata, e da lì invocare la Benedizione di Dio sulla città. L’invocazione fu esaudita e da allora i fedeli devoti ogni anno rinnovano la processione in segno di ringraziamento per la grazia ricevuta. Negli anni si sono aggiunti altri particolari per rendere la festa più vivace. I trombonieri o pistonieri, con i loro pistoni o archibugi, che in questo caso perdono il significato di strumento di guerra per rappresentare solo il rumore della gioia, tanta gioia che si manifesta anche attraverso i giochi di bandiere colorate che i bravi sbandieratori cavesi lanciano e afferrano con grande destreggio. Tutti i gruppi folcroristici partecipanti con i loro stendardi e i loro costumi d’epoca sfilano in corteo per le strade cittadine accompagnati da suoni di trombe e di tamburi, tra la folla che li applaude festante. Si danno appuntamento in Piazza Duomo dove il Vescovo impartisce loro la Benedizione. La cerimonia inizia con l’Inno degli Italiani, L’Inno di Mameli. Poi tutti in villa per l’esibizione degli spari e infine di nuovo in corteo per il corso principale esibendosi in studiate rinnovate coreografie.

Poi tutti a casa e gli occhi puntati su Montecastello dove splende il grande Ostensorio illuminato e da dove un grandioso, così viene annunciato ogni anno, spettacolo di fuochi d’artificio conclude la manifestazione e i festeggiamenti. Ed è per questo che i cavesi danno molta importanza all’esposizione della loro casa e del terrazzo. La casa dei desideri deve avere il terrazzo che guarda su Monte Castello!

Tante le tradizioni che si rispettano anche a tavola dove la milza diventa regina insieme alla pastiera dolce di maccheroni, alle melenzane con la cioccolata, al salame paesano che da noi si chiama soppersata, e poi i biscotti di grano, un tipo di pane casereccio biscottato che viene bagnato nell’acqua prima di essere addentato.  Negli anni le signore cavesi hanno arricchito la loro tavola imbandita in terrazza la sera della festa di Monte Castello con altre pietanze ma senza successo. La tradizione vuole principalmente quelle elencate che anch’io quest’anno, e ogni volta che sono a Cava per la festa, ho preparato con grande piacere per i miei ospiti.

E così alle ore 17 di un sabato estivo mentre a Montecarlo Alberto, erede al trono del Principato di Monaco, in abito da lavoro anche se ricamato in oro di foglie d’olivo e di quercia, porta al braccio la sua Principessa fasciata d’avorio di uno splendido abito firmato Armani tra i circa 800 ospiti illustri, qualcuno appariscente, qualcuno con cappello, qualcuno in abito low-cost, tutti in attesa nello spazio sapientemente allestito all’interno del Cortile d’Onore di Palazzo Grimaldi, a Cava dè Tirreni le squadre dei trombonieri si apprestavano a invadere le vie cittadine con i loro suoni e colori. Tra gli ospiti in attesa della bella parata, Gianluca e Danila. Gli sposi di casa Senatore che hanno preceduto il Royal Wedding e il Mariage Princier. Diverse l’ambientazione e lo stile, ma per noi vera e magica emozione.

Teresa d.

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