IL NUOVO ANNO? SARA’ COME LO FAREMO…

Cava dè Tirreni, martedì 31 dicembre 2019

SI ACCENDE LA MACCHINA DEL TEMPO

PER VIVERE QUESTO CHE NON E’ UN GIORNO QUALUNQUE.

A fine anno, ogni anno, come il dio Giano, bifronte, ognuno di noi guarda con insistenza al passato, e al futuro con speranza. Si radunano i pensieri nei bilanci, si disegnano promesse di futuro, si affacciano i ricordi di un’assenza, si fa un tuffo nel già fatto e in quello che resta da fare. Come se tutto il paese fosse dominato da un telecomando e noi tutti spettatori della nostra vita e di rovine. E come se dovessimo vivere per l’ultima volta si scatena un’irrefrenabile voglia di vivere, di abbracciare, di ospitare, di augurare, di sperare, di liberare la mente da ogni ingombro e di impegnarci con la felicità. A sera, come da tradizione tutti a vivere una notte che non vuole morire, chi a cena, chi al concerto, chi balla, chi gioca, e alla mezzanotte tra civetterie e spumanti si brinda alle gocce di speranza tra i lampi di colore dei fuochi d’artificio che illuminano le città già vestite di allegria. Ma il futuro è sempre, il futuro è adesso, ci aspetta e ci spetta. Tutte le cose più urgenti e più belle che vogliamo raggiungere non le dobbiamo mai perdere di vista ma rincorrerle sempre con tenacia. Poi le sorprese sono sorprese, e ci sorprendono quando e come volgliono, e se sono positive ci aspetta la gioia, se lo sono di meno ci attende la lotta. La parola d’ordine è non mollare mai, ma costruire: carriere, case, famiglie, amori, pace. E tenere a mente che il mondo si salva con l’amore.

COSA FARO’ OGGI?

Oggi sono fuori norma, anomala, fuori tempo, inadatta, necessaria, lenta, capricciosa, sentimentale, acciaccata.

Ma vorrei saper narrare il silenzio di un’attesa, quella del rientro di nonna Maria, la mia consuocera rientrata ieri dagli USA dopo tre mesi di permanenza dai nosri figli, tutti dedicati a miss T, lo scrigno di tenerezza e forza, la nostra adorata nipotina che si muove come d’aria pazza. L’attesa triste per una partenza, quella di mia figlia, suo marito e il nostro speciale Fili che questa sera rientreranno nella loro casa milanese,  e io oggi abbandono un pò la frenesia dei giorni scorsi tutti dedicati alla cucina e a Fili, bambino che non conosce il peso del tempo, che è magia con il suo viso angelico, la sua aureola, io stretta al suo corpo molle tra le braccia imparo le infinite sfumature della delicatezza, mi rallento e lancio speranze al cielo mentre penso a quando lo rivedrò, e con quel sole tra le mani perdono ogni tempesta. L’attesa felice di una futura nascita, quella che si sta compiendo in mia figlia e che richiede tempi stabiliti di gestazione, e mentre prende vita il sogno prego e dipingo le giornate di allegria, e spalanco il cuore al nuovo anno con tutta la voglia di vivere. Poi mi piacerebbe testimoniare questo tempo, ma la nausea è forte, preferisco salvarmi.

QUELLA CHE PENSANO TUTTI SIA UNA NOTTE UGUALE

con il solito spettacolo, il solito trenino, il conto alla rovescia, il tappo che non stappa, i soliti propositi…

PER ME SARANNO ORE DI NOSTALGIA DEL TEMPO INSIEME.

Ma siccome penso che c’è sempre qualcosa di bello da fare al mondo,

e siccome è stata rimandata la data di chiusura di Anter e saremo con voi fino ad esaurimento merce,

cercherò di costruire un monumento di felicità.

E questa notte tra le bollicine frizzanti, con addosso il vestito della festa,

mentre sogno abbracci di chi amo e li raggiungo via web, lo regalerò a tutti gli uomini di pace.

BUON 2020

A UOMINI E DONNE DI BUONA VOLONTA’!

Teresa d.

 

Teresa d. – Il discorso politico di fine anno non l’ho mai aspettato. Ritengo sempre più indegni quelli che hanno ridotto a tifoseria la guida del paese.

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