BUONA PASQUA!

Quaresima – Tempo di Passione – Settimana Santa – Triduo Pasquale – Pasqua.

TUTTO DEDICATO ALLA VITA DI GESU’ QUESTO TEMPO LITURGICO PENITENZIALE.

In tutte le chiese del mondo cristiano si celebrano con solennità i giorni che ricordano la passione morte e resurrezione del Cristo.

Uomo realmente esistito, morto per indicibili torture pur avendo la possibilità di trattare, di negare, di mentire come sanno fare i politicanti nostrani. Gesù ha messo in pratica e insegnato l’onestà e la giustizia, la fratellanza e la pace, paroloni incomprensibili per la maggioranza degli uomini.

Pasqua significa “passaggio”. Passaggio dalla morte alla vita per il Cristo Risorto e passaggio dalla morte spirituale alla rinascita nella fede per noi umani. Credenti o meno che siamo, visto che usiamo scambiare gli auguri di Buona Pasqua, mi permetto un invito alla sobrietà e alla contemplazione in questi giorni detti della Settimana Santa. Tempo dedicato alla preghiera e alla carità. Giorni di penitenza, di astinenza e di rinuncia, digiuno limitato solo al venerdì santo. Ovviamente come per ogni occasione importante decorazioni e regali sono la parte ludica della festa e il mondo del commercio propone novità e tendenze per rendere ornamentali e gustosi i giorni dedicati.

Simbolo per eccellenza della Pasqua sono le uova di Pasqua.  L’uovo, da sempre considerato simbolo della vita e del mistero, simbolo della vittoria sulla vita, rappresenta la Pasqua nel mondo e nell’antichità si credeva che il cielo e la terra fossero due metà dello stesso uovo. Ha antiche origini l’usanza di scambiarsi le uova, quelle vere, tinte e decorate, durante le feste dedicate alla natura. Con l’avvento del Cristianesimo non sono solo più simbolo di rinascita della natura ma anche della Resurrezione di Cristo, cioè dell’uomo. La tradizione del classico uovo di cioccolato è l’evoluzione dei tempi.

Le uova più famose? Sono quelle del maestro orafo Peter Carl Fabergè , che nel 1883 ne preparò uno di platino smaltato con dentro un altro uovo d’oro che conteneva a sua volta una corona regale. Era per lo zar Alessandro che doveva darlo in dono alla zarina Maria. Per noi comuni mortali ne esistono di bellissimi anche in finissima porcellana e in ceramica o cartapesta, ma quelli di cioccolata sono un inno al gusto insieme a tutti i dolci della tradizione pasquale tanto diversi di regione in regione.


Un tempo si usava anche il vestito nuovo per le feste di Pasqua. Ma erano tempi di semplicità e lavoro dei campi, di uscite limitate e guardaroba essenziale, di un’Italia ago e filo e delle sartine oramai scomparse. Oggi lo shopping è ogni giorno, non serve l’abito nuovo a Pasqua, abbiamo tutto sempre e possiamo evitare l’essere paludati.

Si, perchè un tempo l’abito nuovo e primaverile indossato anche con temperature invernali ed esibito nella domenica di Pasqua era una consuetudine ridicola.


A tutti gli osservanti credenti che ascolteranno la Santa Messa nella domenica di Pasqua ricordo di portare l’ampolla per prendere l’acqua benedetta da portare nelle proprie case con la quale si aspergerà la tavola apparecchiata per il pranzo che avrà, mi raccomando,  un tocco di colore e di charme.


BUONA PASQUA A TUTTI!

Teresa d.

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