SALDI-SALDI-SALDI- ANCORA A PARLARE DI SALDI…

 

 

MA QUANTO DURANO STI’ SALDI?

VE LO DICO IO,

NEMMENO PIU’ LO SPAZIO DI UN GIORNO!

Come tutte le cose di questo nostro tempo, nulla ha più la continuità dei ritmi normali.

Sapete bene che ho sempre criticato le date di inizio dei saldi. Più volte ho fatto notare come questa giusta operazione di mercato è stata trasformata in truffe ai danni dei consumatori, cioè noi, dai soliti personaggi che fanno del loro lavoro un circuito di inganni. Tutto mirato al profitto immediato e mai alla continuità e alla fiducia reciproca che dovtrebbe essere alla base dei rapporti tra persone di buon senso civico. Mi riferisco soprattutto ai commercianti che propongono marchi meno noti, ( come noi anche ), marchi non seguiti da un’organizzazione capace di curarne la distribuzione che dovrebbe essere capillare e protetta, cioè capi distribuiti in tutto il territorio nazionale e non, ma non in tutti i negozi, ovviamente, e proponendo un prezzo fisso, giusto, e uguale dappertutto come riescono a fare i grandi marchi della moda. Ma non è così. E i prezzi partono da una cifra maggiorata di un pò ( anche di tanto o troppo. Ma questo è un confine difficile da stabilire e va bene così. In fondo se ci si pagano le giuste tasse, ognuno è libero di applicare il margine di guadagno che vuole ), e poi, con i saldi, si possono ribassare i prezzi. Tutto lecito. Anzi, perfetto. Ma solo se i saldi cominciassero nei tempi ragionevoli per la stagione in corso. E cioè:

DAL 15 DI AGOSTO AL 30 DI SETTEMBRE – PER QUELLI ESTIVI

DAL 20 DI FEBBRAIO AL 30 DI MARZO – PER QUELLI INVERNALI

Continuo a chiedermi perchè ai più non sembra ragionevole.

I produttori di merce in genere, curano poco la distribuzione, vendono i loro prodotti soprattutto all’ingrosso, andando a riempire i depositi di chi si può permettere sempre pagamenti, ( cioè chiunque, anche malavitosi ) i quali poi rivendono i prodotti ai dettaglianti che negli anni sono spuntati come erba al sole. Non vengono richieste competenze per fare il venditore e non si rispetta nemmeno un decente limite di margine di guadagno tra un rivenditore e l’altro. Questo sistema di libero mercato senza regole, genera una guerra al ribasso, sia dei prezzi perchè bisogna essere competitivi, ( e questo è un aspetto che piace al consumatore finale, sempre più impoverito da costi e spese e bisognoso di spendere poco ), e sia della qualità che per essere decente diventa costosa, ma se deve costare poco si annulla. ( e questo è il motivo che ci ha riempito il guardaroba di capi scadenti che durano “una volta messo addosso” )  Insomma, si è innescata una spirale che ci manda tutti in tilt. Soprattutto in questo tempo di anni e anni di malgoverno, di costi indecenti di una politica diventata “antipolitica” grazie ai politicanti incapaci del nostro paese, di spreco di denaro pubblico, di tasse e costi alti per tutti i cittadini lavoratori onesti che ora non possono competere con nulla e per niente visto che nemmeno le banche danno liquidità e fiducia.  Vale ancora la pena lottare contro un sistema marcio e corrotto? Valgono ancora i saldi?


Non so se centra qualcosa con i saldi, ma vi riporto uno scritto che ho amato subito perchè mi ci ritrovo in pieno, è tratto da un discorso di un Presidente della Repubblica, (capirete chi).

…migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano

nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.

E’ la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete di denaro.

…Se così non fosse non si spiegherebbe

come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie

e investono tutti i loro capitali

per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.

——

L’ho sintetizzata ma se ne coglie il senso. Forse il presidente però si riferiva a uomini del passato che nel lavoro cercavano soddisfazione economica ma anche affermazione e dignità della persona.

Non so se è questo nobile scopo che oggi muove uomini e capitali.

Teresa d.

 

 

 

 

 

 

 

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