COSTA CONCORDIA – UN DISASTRO DAVANTI AL GIGLIO

NELLA NOTTE DI VENERDì 13 GENNAIO

Non volevo parlarne.

Rientravo dall’incantevole scenario dolomitico dove l’inverno è magico, dove natura arte e cultura sono una combinazione perfetta, dove tradizione e novità si fondono, dove alte montagne tra le più belle del mondo pare tocchino il cielo, dove accoglienti e funzionali strutture rendono la vacanza super.

 

 

Anche loro erano in vacanza. Io in montagna e loro sul mare. Ci sono stata su quelle enormi città galleggianti.

Il mare è enorme e l’uomo ha mania di grandezza. E mi venne in mente Conrad, Joseph Conrad, appassionato di vita di mare, scrittore dell’animo umano che è stato a lungo marinaio e ambienta le sue storie sul mare.

“Il mare non è mai stato amico dell’uomo ma complice della sua irrequietezza.”

Conrad dice che sulla nave ogni oggetto, ogni cosa, ogni strumento, ogni attrezzo, ogni manovra ha una sua funzione specifica e le parole devono corrispondere davvero ai fatti perchè gli atti che vi si compiono sono davvero necessari e essenziali, sono un fatto di competenza e di esattezza di comando. Ne va di mezzo la vita. E in “Linea d’ombra” racconta come con il coraggio della disperazione lavora e prende decisioni come solo un vero capo sa fare e riesce a riportare la nave nel porto e gli uomini in salvo. Resistere e combattere le avversità dona dignità e spesso vittoria.

Tutto ciò che non è stato quel venerdì notte a causa delle debolezze umane.

E mi venne in mente un detto: “Chi vuol ben comandare prima cominci a fare.”

Ma tutto ciò non è stato. E il mare resta quella distesa azzurra che incanta e che inganna.

Teresa d.

 

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