LA FIRMA SENZA LA QUALITA’ – O LA QUALITA’ SENZA LA FIRMA?

 

Fashion District di Valmontone

 

ME LO HA CHIESTO UNA CLIENTE.

LE HO DETTO QUELLO CHE PENSO E LO SCRIVO QUI’.

LE HO RISPOSTO CHE NON SEMPRE E’ COSI’ – CHE ESISTE TANTA QUALITA’ FIRMATA E NON

( per “firma” si intende marchi prestigiosi e affermati )

E’ SOLO DIFFICILE SCEGLIERE – E LA QUALITA’ NON LA CHIEDE PIU’ NESSUNO

L’offerta è tanta, l’abbigliamento si vende ovunque. Ci sono gli outlet, i grandi magazzini, le grandi catene, i mega store, i monomarca, i centri commerciali, i nuovi brand nascenti, i mercatini, le boutique, i negozi a tema. Stanno al centro, in periferia, all’uscita dell’autostrada, nelle zone industriali e nel deserto. Nessuna qualifica per fare il venditore, nessuna competenza richiesta. E ci sono fabbriche-capannoni con macchinari e operai in regola, fabbriche-tuguri sudicie con extracomunitari mal pagati e maltrattati. Cosa ci sta dietro quello che indossiamo? In questa Italia corrotta e cafona, non lo so più nemmeno io.

E POI C’E’ TANTA IMMAGINE E TANTA PUBBLICITA’

Stelle della TV e del cinema, modelle della passerella e miss di ogni tipo prestano ( dietro lauta ricompensa ) la loro immagine e le loro pose ammiccanti ai costruttori della pubblicità. Sulle pagine patinate e lucidate dei giornali, sui muri di ogni via del centro o di periferia, sui depliant distribuiti ovunque, spiccano colori e sorrisi o musi imbronciati, sguardi distratti e occhi invitanti, orli sollevati e lunghezze accorciate, scollature esagerate in pose volute, tacchi vertiginosi solo il tempo di un clic, IT-BAG ( sono le borse ) costose come un mese di affitto, ma sono le più amate dalle star e sono assolutamente necessarie. Pura follia.

MA SENZA TUTTO QUESTO SIAMO COME UNA PAGINA SENZA SCRITTO

La moda è l’autoritratto di una società, e questa è la società dell’immagine. Abbiamo bisogno di vedere queste presentazioni e poi dobbiamo scegliere ricordando che il buongusto non è necessariamente legato al costo nè alla firma. Dobbiamo tenere presente che la capacità di mixare capi di buona qualità a quelli più economici è la regola vincente.

Versace – connubio low cost e grandi firme

MA COME RICONOSCERE LA QUALITA’?

E soprattutto esiste ancora l’esigenza della qualità? E a chi la chiedi se in quei grandi spazi espositivi il personale è addetto solo a mettere a posto o è alla cassa e la merce è ammassata come sui banchi di un mercato? L’etichetta? Si, ma non sempre è veritiera. No, noi non siamo per niente abituate a desiderare capi che resistono a dispetto del tempo. Tessuti pregiati per qualità di filatura, ritorcitura, coloritura e finissaggi particolari, sono diventati una rarità e il loro costo è altissimo. Il consumismo ha cambiato le nostre esigenze e l’immagine è la sola cosa che conta. Per stare in prima fila sul mercato dei desideri i grandi marchi lanciano in continuazione i loro sottomarchi oppure cose in edizione limitata, capi innovativi per modelli e colori ma di qualità scadente o assente, capi realizzati all’estero con tessuti e accessori provenienti da mercati esteri, capi fatti di immagine e di pubblicità, resi desiderosi perchè li indossa la diva del momento. E il Made in Italy resta un sogno del passato o appeso a un cartellino spesso falsificato.

COSI’ CREDIAMO DI ESSERE ALLA MODA, MA SIAMO SOLO VITTIME DELLA MODA!

E magari siamo pure eleganti, ma anche un pò ignoranti.


Teresa d. – Buona domenica a tutti

 

 

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